sabato 15 dicembre 2012

Permacoltura - Orto Sinergico - Parte 10

Come Back September


I Fiori da Bulbo sono quasi tutti andati, è il turno dei Geranei, che con la loro fioritura ci accompagnano nella fase finale del ciclo di coltivazione.


Le Patate, che erano state piantate in varie zone:
- in un vascone enorme, seguendo la "tecnica del bidone" che consiste nel rincalzare periodicamente le piantine man mano che crescono, riempiendo il vaso con nuovo terriccio, finchè, dopo qualche mese, si dovrebbe avere il bidone pieno di patate. 
- in delle buche sul montarozzo (aka la montagna sacra)
- in uno spiazzo nell'orto a piano terra, tra i pomodori e i peperoni. 

Si è visto ben presto che nelle buche del montarozzo i risultati non sono stati grandiosi, c'era qualche patata piccola, che ho lasciato nel terreno, in caso avessero voglia di germogliare quest'altranno. e altre patatozze smangiuzzite dalle talpe, probabilmente. 


Le patate a piano terra, tra i pomodori e i peperoni, sono state le prime ad esse raccolte. Una volta che i fusti e le foglie erano ingialliti, sono stati sradicati da terra e con uno zappetto e molta attenzione ci siamo appropinquati a dissotterrare i tuberi.


Un po' di patate per l'anno prossimo ce le ho. Un po' le ho giàmmangiate.
Quelle della tecnica del bidone sono state raccolte in seguito e non ancora fotografate.

I basilici continuano ad andare a fiore.

sia quelli seminati a inizio estate



sia i primi arrivati, trapiantati in terra prima della semina degli altri ( che trip ).
le piante continuano a seccare gradualmente alcuni rami fioriti, che raccolgo, dai quali estraggo i semi, e man mano maturano altre infiorescenze che prima erano acerbe.


La Zucca, che ormai sembrava morta, ha deciso di resuscitare.
Ha lanciato un ramo che si è proteso con grande impeto, azzardando una fruttificazione, che ben presto è stata abortita spontaneamente.


Quindi a conti fatti quest'anno l'unica pianta di zucca che è riuscita a fruttificare, ha dato una sola zucca, che non è stata fotografata, è stata mangiata ferocemente in poche ore, e ha dato un bel tot di semi per l'anno prossimo.


Le zucchine azzardano qualche colpo di rene, regalandoci gli ultimi frutti che sono la testimonianza pura e semplice della forza della natura, che anche nelle condizioni poco propizie che offre questo uggioso settembre di sonno, si lancia nella produzione di nuova vita, ridendo in faccia all'inverno, che inevitabilmente prima o poi arriverà.


I peperoni hanno dato ormai, eppure continuano a dare. Alcune piante si sono sgnappite, soprattutto quelle provenienti dal consorzio. Quelle che piantai da seme invece sono andate nettamente meglio.


Ecco che da tre piantine iniziali mi ritrovo a poter catalogare questa genetica particolare, dolce e allungata.
Ora posso ammettere che quando all'inizio dell'estate trapiantai a terra i peperoni, li trapiantai veramente male. Feci un buco molto piccolo in questa terraccia secca e arida, e ci sgnaccai la pianta con la zolla di terra, e annaffiai subito, sotto al sole cocente. Le zolle di terra si imbibirono di acqua e saltarono letteralmente fuori dal terreno, ruzzolando.
Quindi alla fine hanno anche fatto fin troppo, ci hanno messo un po' a radicare in quel terreno poco ospitale, ma una volta che sono partiti, sono partiti.


I Cetrioli amano la Palma


Le cime si sono allungate fino ad aggrapparsi agli steli delle foglie.


Ed ecco un'incursione degli ultimi Pomodori San Marzano, che hanno iniziato a non diventare più grandi di un tot, e spesso si sono anneriti nella parte inferiore, ma ce ne sono stati anche di bellini.



Ai piedi della palma l'erba cresce in modo selvaggio.
In mezzo all'erba strisciano i bracci dei Cetrioli, che ho deciso di non impalare.
Che gran gusto ravanare in mezzo all'erba e trovare questi nuclei vitali, nuovi di fabbrica, esistenti, eppure non finiti, ancora in fase di crescita.


I Pomodori Roma sono quelli che nel tempo hanno durato più a lungo nel produrre in modo costante dei frutti buoni e di bell'aspetto/forma.



I semi,
però,
sia quelli provenienti dai ciliegini, sia quelli provenienti dai san marzano, sia quelli provenienti dai romani, 
hanno dato piante ibride, che producono in alcuni rami dei ciliegini, in altri dei san marzano, in altri delle robe strane. Non ho fatto in tempo a fotografarli, comunque i frutti da verdi acerbi sono diventati marroni marcio, pochi sono diventati belli rossi, e quei pochi non ho avuto il coraggio di mangiarli.



Ma voliamo via


verso la Montagna Sacra, ove vi è praticata l'effettiva Permacoltura, che vede al centro un cuore di topinambur, che crescono sempre di più, aspettando solo un minuscolo super mario che possa scalarli per salire sulle nuvole. 


Non so da dove, è spuntato fuori questo arbusto che ha fatto poche foglie, larghe, a forma di picca, e questi fiori che non avevo mai visto prima. Ne ho ovviamente raccolto i semi, una volta che i calici sono maturati completamente, seccandosi, aprendo le porte per far uscire i semi a ogni minimo spostamento.


I Fagiolini, adiacenti ai cuccioli di pomodori, hanno dato qualche fagiolino, ma poca roba. 


Andando avanti, sullo stesso anello troviamo fagioli ( quelli provenienti dalla zuppa di legumi alimentare, piantati quasi per gioco ) e meloni ( che fanno un gran sfiorazzero ma non hanno dato neanche un melone )




Una trentina di fagioli per l'anno prossimo ci sono.


Guardando i meloni invece rifletto sul fatto che hanno un design molto simile al cetriolo e alla zucca, sebbene diano tutti frutti molto diversi e a loro modo unici.



Tra una foto e l'altra ho scoperto la modalità di fuoco manuale, e ho subito fotografato i sassi.
mo sono belli i sassi. (cit. amarcord)


In quelle famose buche sul montarozzo, che avevano visto falliti tentativi di coltivazione di patate, sono state piantate, a estate inoltrata, coscenti del fatto che non andrebbe fatto:

Zucche 
(in mezzo a nuovi getti di patate)


I Cetrioli
(così debolini da essere sovrastati dai fili d'erba)


Le Zucchine
(tio bo!)


Poi mi viene voglia di fare una bella foto al cielo
ma ho dovuto aspettare ore


giorni


prima di avere qualche cielo "pulito"


e così, al di la dello sporco c'è il pulito, al di la del chimico c'è il naturale, al di la dell'OGM c'è la semente tradizionale, e al di la di haarp che cosa c'è?


gli ultimi fiori da bulbo?

Che Bel Settembre

2 commenti:

paolo ha detto...

ciao
mi piace l'entusiasmo che hai per il tuo orto, praticamente come me, pero' io come risultati ne homolto meno, anche se pure io di zucche e meloni non ne ho visti.
Per qust'anno spero di fare meglio.
Vedo che anche tu sei pieno di erba in mezzo alle verdure, l'anno scorso sono stato via una decina di giorni e sono bastati per far venire una foresta alta 1 metro e mezzo che ha soffocato tutto, quest'anno spero di tenere a bada le erbe con una bella pacciamatura di paglia

Axel ha detto...

Ciao Paolo!

Inevitabilmente ogni esperienza che faccio porta con se un po' di consapevolezza che se colgo posso imparare qualcosa che la prossima volta mi farà agire meglio. Questo non vale solo per me, la ritengo una legge universale.
Se presto attenzione alla natura mi rendo conto che a ogni respiro si ha la possibiltà di ricominciare.

Quest'anno quindi possiamo entrambi ricominciare e approcciare all'orto ( e a tutto volendo ) con l'umiltà di chi fa quella cosa per la prima volta.
L'erba cresce ovunque, meravigliosamente, e in passato è stato controproducente per me, ma non tanto per l'erba in se, ma più per il fatto che le piante dell'orto non erano abbastanza forti ( in quanto spesso ibridi o comunque prodotti da consorzio ) in un terreno che non era propriamente ospitale.

Quest'anno sto preparando il terreno meticolosamente, dicendomi che sarà la prima e unica volta, per poter dare alle piante la possibilità di crescere bene e innescare un processo che di anno in anno lavorerà naturalmente la terra.

Quest'anno sto spargendo uno strato di paglia molto spesso, perché ho visto che altrimenti le erbe spontanee non vengono affatto frenate, anzi, godono della pacciamatura come le altre piante da orto!

La cosa più importante è che quest'anno sto seminando piante antiche anziché ibridi e derivati, avendo sia il vantaggio di poter selezionare la semente prodotta per l'anno successivo, sia quello di avere quest'anno delle piante che hanno un certo livello di resa che mi daranno dei semi che l'anno prossimo produrranno piante che andranno ancora meglio!

Tutto questo con le genetiche ibride non esiste. Con gli ibridi e le piante da consorzio in generale si finisce nelle mani di quei meccanismi di dipendenza che le multinazionali dell'agro industria hanno messo a punto con tanta fatica.

Ho iniziato a fare l'orto usando ibridi, nella più totale beata ignoranza, ma ho ben presto sentito che c'era qualcosa di innaturale in quelle piante, e che "in natura" il rapporto tra un uomo e le sue piante dovrebbe essere diverso.

E' stato un sollievo scoprire che in effetti in natura esiste un bellissimo rapporto che vede come protagonisti l'uomo e le sue piante, in cui le intromissioni di agro-industrie e compagnia bella non sono previste.

In giro nella campagna sento spesso persone che lamentano il fatto che i semi degli ibridi che prendono non danno gli stessi risultati l'anno dopo. Costoro non sanno che è proprio questo lo scopo finale dell'ibrido: piegare il contadino all'annuale acquisto delle sementi dalla ditta.

Ringrazio ogni giorno per aver visto la luce