domenica 20 gennaio 2013

Trofologia - Vitamine



VITAMINE

Le vitamine sono sostanze intrinseche del cibo allo stato naturale ed integrale nel vero senso della parola.

Da che mondo è mondo, son sempre esistite; fanno parte della struttura atomo-molecolo-cellulare di tutti i prodotti vegetali, racchiudendo in loro l’essenza infinitesimale che da vita alla materia, la quale tuttavia è ancora occulta alle conoscenze microscopiche ella biochimica.

Parte di esse sono presenti anche nella carne e in determinati prodotti di ordine animale, però,  se analizziamo a fondo possiamo dire che in questo caso sono la risultante del processo metabolico delle sostanze nutrizionali dell’alimento con cui si è cibato l’animale, le quali, a ragion veduta, sono ancora conosciute alla biochimica benché abbia azzardato a dare un nome a determinate sostanze che ha creduto di isolare tramite processi di analisi di laboratorio.
   L’interessamento della biochimica nei confronti delle vitamine è iniziato successivamente alla casuale prima scoperta, fatta nell’ambito della medicina convenzionale ad opera di un medico olandese Eijkman che, nel 1897, 82 anni orsono, si trovava nelle prigioni di Giava per curare gli ammalati di beriberi i quali accusavano polineuriti paralizzanti e spesso mortali. La scoperta consistette nella somministrazione di riso integrale, cioè non brillato e di crusca, a delle galline affette da beriberi, le quali, dopo tale somministrazione guarirono dalla malattia.
   Tale scoperta per la medicina naturale non è stata una novità. La medicina naturale, sorretta dal pensiero filosofico che vede l’esistenza organica con un’otica dimensionale ben differente da quella della scienza convenzionale, la quale pretende di misurare, catalogare e dare un nome a tutto ciò che le sue conoscenze non relazionate le suggeriscono, esulando dagli intrinsechi valori dell’organicità, dove il tutto viene misurato con il metro dell’inorganico, come ripeto, la medicina naturale, ferma nel suo logico pensiero il quale considera l’intimo ed intrinseco rapporto dell’unicità organica in genere, ha sempre dato risalto a queste sostanze o valori indipendentemente dal loro nome, che se sconosciuti.

Operando nell’ambito della natura, utilizzando sapientemente tutti i suoi elementi, pertanto anche le vitamine (ignorate fino al 1897), ha sempre dimostrato la validità e gli effetti dei suoi sistemi terapeutici, i quali furono conosciuti in tutto il mondo civile cento anni prima della scoperta di Eijkman.
   Solo che alla medicina naturale non è mai stato dato credito, come non lo si vuole dare ora, malgrado l’evidenza dei fatti, tutto perché la sua semplicistica logica differisce da quello che oggi suggestionatamente è consacrato tecnicismo scientifico, dimenticando che scienza è tutto ciò che è relazionato e dimostrato dai fatti che evidenziano l’utilità ed il bene collettivo, apportato da un determinato sistema.

   È dimostrato che l’interessamento della biochimica non è valso un granchè nei confronti della salute poiché, come già detto, la scienza chimica, misurando le cose con il suo metro, orientò i suoi studi e ricerche nella produzione di sintesi, delle vitamine, ossia quella produzione artificiale che, dimenticando od ignorando i valori degli elementi o sostanze vive, pretende costruirle con elementi o sostanze inorganiche perché anch’esse contengono nei loro composti le radicali chimiche conosciute con le quali si intende definire l’esistenza della vita.

   Per quanto ci si ammattisca, in laboratorio non si potrà mai produrre un processo di sintesi del cibo, poiché il laboratorio non è l’ambiente organico, cioè il corpo che con il concorso di una componente psichica cede parte di sé, ossia entità magnetiche ed elettriche di qualità e quantità indecifrabili, prerogativa enigmatica del mistero della vita organica. (Per ora ci limitiamo a pensare e supporre su quanto ci è consentito dall’esperienza).

Le vitamine o sostanze infinitesimali e sconosciute vanno ben oltre alle radicali e composti presunti, tant’è vero che, malgrado l’apparizione e la scommisurata somministrazione di queste sostanze artificiali denominate vitamine, le malattie, anche le meno impensate proliferano quotidianamente, fabbricando una società di malati cronici, quando non mietono m orti a non finire.
   Contrariamente a quanto disse Paul de Kruif che, esultando la nuova scienza della nutrizione allopatica, nata con la scoperta del vitamine sintetiche, ha proclamato il trionfo della medicina accademica sulla malattia originata dalla loro carenza. le vitamine artificiali servono momentaneamente a tappare un buco, come si suol dire, l’organismo tuttavia ha ben altre esigenze.
   Data la sua natura, la quale è unica e inscindibile, l’organismo non accetta sostanze di sintesi, bensì necessita di quelle sostanze che solo la natura gli può proporzionare, le quali gli devono venir somministrate allo stato naturale, in quanto grazie alle sue risorse bio-chimico-fisiologiche, solo li è in grado di trasformare in veri elementi di vita per il suo reale fabbisogno.
   Le vitamine, come gli elementi dei Sali minerali, sono l’essenza della materia. Un cibo privato delle loro sostanze è una cosa morta. Ci si può rimpinzare dei più appetitosi piatti, però se gli alimenti sono denaturalizzati come lo sono per conseguenza dell’elaborazione industriale e culinaria, stiamo pur certi che questi alimenti non ci potranno mai nutrire e comunque saremo costretti a farci portare in tavola i compsti vitaminici e dei Sali minerali di sintesi chimica per poter apparentemente soddisfare le necesità dell’organismo.

Quanto affermo è stato una mia prima esperienza vissuta 28 anni orsono nell’ambito della medicina naturale, la quale ha radicalmente cambiato il mio modo di pensare ed il mio fino allora abituale modo di vivere che per nulla si differenziava da quello che abitualmente vive la maggioranza della gente del mono socialmente e culturalmente sviluppato.

Nel lontano 1943 mi trovavo, prestando servizio militare, a vuglicmeni (lo scrivo come si pronuncia), località situata sul mare a 15 km. Circa da Atene. Per la cronaca, il 18 settembre di quell’anno, il governo di badoglio che destituì quello fascista, firmò incondizionatamente con gli alleati il trattato di pace. In quella circostanza fui fatto prigioniero dalle forze tedesche che, come noi, si trovavano a presidiare in quelle regioni.
   Qualche giorno dopo i tedeschi mi deportarono in Polonia, che raggiunsi dopo 27 giorni di viaggio in carro bestiame. Se ben ricordo era il 15 Ottobre. La differenza climatica che esiste fra Atene e Sudauen (località della Polonia nord occidentale dove era ubicato il campo di concentramento nel quale fui rinchiuso) è rilevante; in effetti, dai 40° C all’obmra riscontrati in quell’anno ad Atene, in pochi giorni mi trovai in un ambiente dove la temperatura era di 4° C sopra lo zero.
   Per il colmo dei mali, l’inverno con i suoi 18 gradi e più sotto zero si fece sentire antetempo, cogliendomi prima di tutto senza un vestiario appropriato per quei rigori invernali in quanto vestivo l’uniforme leggera, per non dire poi dell’alimentazione incompleta composta da un mestolo di broadglia e 150 gr. Di pane, che ha concorso rapidamente ad alterare la mia salute che non era delle migliori.
   Fui colto da una polinevrite alle braccia, spalle, collo e testa, tale fu la diagnosi di medici militari che mi visitarono qualche mese dopo il mio rientro in patria a fine guerra. Era l’ottobre del 1945 mi furono prescritte iniezioni di vitamine del complesso B. Ne feci un’infinità, ma il mio male non accennava a sparire.
   Nel 1949, per ragioni di lavoro, andai a Santiago de Chile, nel frattempo, il male apparentemente stazionario, sotto sotto continuava la sua opera distruttrice, in effetti nel settembre del 1951, notai un annebbiamento della vista, ricordo solo che, guardando i raggi solari, li intravvedevo appena,   Allarmato  immediatamente consultai un amico medico, il Dott. Luigi Bellolio, il quale non sapendosi spiegare la natura del fenomeno, mi mandò da uno specialista in oculistica che fu suo professore all’Università il quale, dopo avermi visitato sommariamente, senza ulteriori spiegazioni, mi prescrisse l’immediato ricovero all’ospedale Sean Borja.
   L’attenzione dei medici fu delle più lodevoli. Cinque luminari dell’oculistica, coadiuvati da radiologi e laboratoristi, per più di una settimana mi esaminarono come più potevano. Le opinioni sull’origine del male furonole più diverse (come ordinariamente avviene in medicina tradizionale), furono chiamati in causa virus, la tibici, ecc., però gli esami risultavano tutti negativi.
La conclusione diagnostica fu: neurite ottica con emorragie del bulbo oculare sinistro. La cura terapica fu a base di iniezioni di vaccini per produrre la febbre, di antibiotici, di cortisone (a quel tempo costosissimi) e vitamine a non finire. Il risultato fu che l’occhio sinistro rimase cieco ed anche strabico e la polinevrite non volle andarsene. Disilluso da tali cure, circa un anno dopo volli provare con la medicina naturale. Andai dall’allora famoso naturalista Manuel Lezaeta Acharan, il quale fu il famoso formulatore del rivoluzionario concetto dottrinale sull’equilibrio termico fra le temperature interna ed esterna del corpo; concetto o principio basilare su cui oggi si ere la medicina naturale moderna. Da LUI fui consigliato di osservare l’igiene naturale i cui mezzi terapici sono, come prima cosa la dietoterapia, poi la idroterapia e la fangoterapia, ecc.
Osservando il più possibile la dietoterapia (che non ho più abbandonato) e praticando parzialmente alcune delle altre discipline naturali, oggi 28 anni dopo, posso accertare che in me non v’è rimasta alcuna vestigia di tale malattia. Sono 28 anni che non prendo più una pastiglia per i dolori in genere, quindi cosa debbo dire? No alle vitamine artificiali, no ai farmaci. La stessa cosa dicono quelle migliaia di ex ammalati che seguendo le mie prescrizioni dietetiche ed osservando in parte l’igenista naturale hanno posto riparo ai loro mali.

Le uniche vitamine e gli unici farmaci che portano alla normalità il precario stato integrale saggiamente somministrati congiuntamente al lievito di birra dietetico, alle alghe marine, in concomitanza di alcuni prodotti di ordine animale quali: uovo sodo, tuorlo d’uovo fresco, formaggio fresco, ricotta, yogurt, miele.
   Orbene, dopo questa narrativa che evidenzia il valore e l’effetto delle vitamine naturali nei confronti di quelle artificiali, per restare in tema e senza utilizzare le espressioni della biochimica che, per la maggioranza dei lettori sarebbe un linguaggio di formule astruse, cercherò di ricordare ciò che sugestivamente questa scienza afferma, attenendomi comunque ad una intendibilità alquanto descrittiva.

Il nome VITAMINA etimologicamente deriva dall’associazione del sinonimo “amina” con l’aggettivo “vitale”. Stando alla biochimica cioè, alla chimica vitale, la amina è un compsoto chimico derivato dall’ammoniaca per sostituzione di uno, due o tre atomi di idrogeno con altrettanti composti o sostanze chimicamente definite radicali alchilici o acrilici e  pertanto, da tale relazione, viene definita in amina primaria, secondariae terziaria.
   Però, per l’organicità riferita all’essere animale, tutte queste definizioni evidenziano una futile presunzione di sapere, in quanto il metro o il mezzo con cui esse vengono definite e stabilite non è appropriato poiché il tutto è visto e comparato con l’ottica di quella scienza chimica che pretende stabilire qualitativamente e quantitativamente la reciprocità di un elemento morto all’elemento vivente.
   L’elemento vivo è formato da una miriade di composti che, oltre ad essere organici sono anche di ordine inorganico i quali sono dotati di un potenziale elettrico e magnetico. E’ da ricordare poi che l’utilizzazione e l’approfittazione dell’elemento vivo da parte del corpo, avviene in un laboratorio chimico naturale. Tale laboratorio chimico è il so apparato digerente nel quale per produrre il processo di trasformazione e tramutazione chimica dell’elemento, concorre la secrezione e somministrazione di sostanze e umori organici propri, come già citati in precedenza e che, purtroppo, non si potranno mai produrre in un laboratorio chimico tradizionale. AD ogni modo, per quanto concerne le attuali conoscenze della biochimica e per ciò che potrò interessare il lettore, mi limiterà a ricordare che le vitamine sono state suddivise in due principali gruppi: liposolubili, ossia quelle che si sciolgono nei grassi e idrosolubili, quelle che si sciolgono nell’acqua.


VITAMINE LIPOSOLUBILI

A = Axeroftolo retinolo (antixeroftalmica)
Provitamina A
Betacarotene

Viene prodotta dal corpo ed è presente nei vegetali

Funzione biologica: protezione delle mucose epiteliari  e dei tessti ghiandolari; protezione della porpora visiva. Svolge azione antirachitica, favorendo lo sviluppo dell’organismo, in particolar modo partecipa nella funzione retinica.

La sua carenza: provoca emeralopia ossia scarso adattamento alla luce corpuscolare, indurimento ed opacità della cornea, arresto dell’accrescimento, essiccamento ed esquamazione della pelle, fragilità delle unghie, disturbi mestruali, indurimento doloroso del seno, magrezza eccesiva ecc.

ATTENZIONE!! – l’ipervitaminosi, ossia l’eccedenza eccessiva produce intossicazioni gravi, i cui sintomi sono paragonabili a quelli di un tumore cerebrale, pertanto, la quantità giornaliera è calcolata in 5000 unità internazionali (U.I.) ossia in due mg. per ambo i sessi.



D = D2 – Ergocalciferolo (antirachitica)
       Provitamina Ergosterolo
       D3 – Colecalciferolo
       Provitamina 7 – Deirocolasterolo

Viene prodotta dal corpo, è presente nei vegetali.

Funzione biologica: regola il metabolismo calciofosforico, ossia fissa nell’organismo i minerali, in special modo regolando il metabolismo del Calcio e del Fosforo.

La sua carenza: concorre alla demineralizzazione, pertanto è causa di rachitismo il quale si presenta con deformazioni scheletriche e dentali, alterazioni delle articolazioni, anemia, tubercolosi, ecc. Il rachitismo nei bambini lo notiamo per la loro evidente debolezza e fragilità, la quale è concomitante alla deformazione toracica la cui struttura si evidenzia come il petto di gallina o come la carena di una barca,  dal rigonfiamento del ventre che si presenta voluminoso, come pure per la struttura ossea degli arti inferiori che si notano divergenti generalmente dal ginocchio in giù e dalla tibia a forma di lama.

La quantità quoitdina presunta è calcolata in 400 unità internazionali (U.I.) equivalenti a 2,5 mcg = millesimi di mg. per ambo i sessi



E = Alfa o Tocoferolo (vitamina della riproduzione)

Non è prodotta dal corpo; è presente nei vegetali e nel polline

Funzione biologica: controlla ed agisce sul processo della fecondazione; è protettrice degli epiteli, in particolare dell’apparato genitale. Esercita una protezione ormonica (progesterone).

La sua carenza: viene evidenziata da alterazioni nell’ambito degli organi della riproduzione; nella struttura cellulare della pelle, nel sistema cardiovascolare, nella fisiologia del sistema neuro-muscolare, nella deficienza metabolica dei grassi. Pertanto possiamo dire che la carenza della vitamina E partecipa in vari stati patologici quali possono essere alterazioni del miocardio, l’angina pectoris, l’arteriosclerosi, gli eczemi, ulcerazioni, sclerosi a placche, però quello che più è coerto sono: ritardi della pubertà, mestrui dolorosi, processi infiammatori vaginali, l’artrofia dei testicoli, delle ovaie , dell’utero, l’impotenza e la sterilità.

La quantità quotidiana presunta per soddisfare il fabbisogno giornaliero è stata stabilita in 10 – 25 mg. al giorno per ambo i sessi.



F = acido linoleico, linolenico, arachidonico (antidermatosa)

Non è prodotta dal corpo, è presente nella composizione di alcuni vegetali.

Funzione biologica: indispensabile alla sintesi metabolica dei grassi che esercita in concomitanza alla presenta delle covitamine B6 ed E.

La sua carenza: alla sua carenza sono imputabili processi esantemici, screpolature, ragadi, l’arteriosclerosi, le trombosi, l’artrite, la flebite, l’angina pectoris, vari disturbi epatici e del sistema nervoso.

La quantità presunta come dose è data in 2,4 gr. Di acido linoleico per ogni 1000 calorie della reazione che comunque dev’essere ingerita con i grassi degli alimenti.



K = Alfa Fillochinone (antiemorragica)

Viene prodotta dal corpo, sintetizzata dalla flora intestinale normale, presente nei prodotti vegetali
.
Funzione biologica: si trasforma nel fegato in protrombina. La sua azione è antiemorragica.

La sua carenza: viene evidenziata dalle emorragie spontanee, in diversi disturbi del fegato (itterizia, epatiti varie, coliti ecc.) in disturbi circolatori (geloni, orticarie) dopo forti trattamenti di antibiotici, per cui l’armonia della flora batterica intestinale viene alterata.

La quantità quotidiana necessaria al fabbiogno organico non è stata precisata.



VITAMINE IDROSOLUBILI

B1 = Aneurina – Tiamina (antineuritica – antiberiberica)

È prodotta dal corpo, è presente nei vegetali

Funzione biologica: regolatrice dell’equilibrio nervoso, regola le funzioni intestinali che tonifica. È una indispensabile regolatrice del metabolismo degli zuccheri (agisce come pirofostato e Co-Carbossilasi).

La sua carenza: è indice di nevriti, stanchezza fisica, male di testa, perdita di memoria, alterazioni cardiache e circolatorie, affanno, vertigini, inappetenza, ulcere allo stomaco, agli arti ecc.

La quantità quotidiana consigliata come dose può essere di 2 o 3 mg. (milligrammi) al giorno per ambo i sessi.



B2 = Lattoflavina – Riboflavina (interessata nella nutrizione)

È prodotta dal corpo, è presente nei vegetali

Funzione biologica: è un fattore dell’accrescimento, è indispensabile per l’attività enzimatica, opera nel metabolismo degli zuccheri, dei grassi e dei protidi.

La sua carenza: siriscontra con la denutrizione dei lattanti nutriti con latte artificiale; provoca frastorni gastro-intestinali e stipsi; lesioni oculari e disturbi visivi, cataratte, ecc.ragadi sulle giunture, atrofia delle papille linguali, delle unghie; con la denutrizione dei capelli che si presentano fragili ed opachi, con l’insorgenza di crampi muscolari, con persistenti emicranie e con deficienza respiratoria (bronchiti asmatiche).

La quantità quotidiana consigliata è un dosaggio di 1,5 o 2 mg. al giorno per ambo i sessi.



B3 o PP = Niacina o amido nicotinico (antipellagrosa)

È prodotta dal corpo, è presente ei vegetali e nel polline.

Funzione biologica: importantissima per il metabolismo dei corpi grassi e degli zuccheri e per il mantenimento e la ricostruzione tessutale in genere.

La sua carenza: innanzitutto causa la pellagra; si manifesta anche con disturbi all’apparato digerente, può dar adito a processi di dermatosi, disturbicircolatori periferici, a stati di psicosi depressiva, ecc.

La quantità consigliata come dose giornaliera è di 20 mg. al dì per ambo i sessi.



B5 = Acido pantotenico (protettore della struttura cellulare organica)

È prodotta dal corpo, è presente nei vegetali, nel polline e nella pappa reale.

Funzione biologica: svolge un’azione protettiva delle cellule in special modo di quelle epatiche, inoltre partecipa all’assimilazione delle sostanze grasse.

La sua carenza: si manifesta con lesioni e disturbi del fegato; come pure può dar atto a processi infiammatori delle mucose delle vie respiratorie e di quelle dell’apparato digerente; con manifestazioni esantemiche della pelle; come può dar atto a stati depressivi e malattie della psiche. Anche la caduta dei capelli è indice di carenza della vitamina B5.

La quantità quotidiana ritenuta utile come dose è di 10 mg. per ambo i sessi.



B6 = Piridoxina o adermina (emoglobinica e antipellagrosa)

È prodotta dal corpo, è presente nei vegetali, nel polline, ecc.

Funzione biologica: favorisce la transaminasi, partecipa alla formazione dell’emoglobina svolgendo un’importante funzione del metabolismo dei grassi e degli amminoacidi; protegge il processo urinario dalla concentrazione dell’acido ossalico nelle urine; svolge un’azione importane nel processo della crescenza.

La sua carenza: viene riscontrata dai vari stati di dermatite nei lattanti e di malattie nella cute in genere; da alcuni processi di anemia; dai frequenti crampi muscolari; dalla presenza dell’acido ossalico nelle urine; in certi casi di arteriosclerosi e per la presenza di tumori benigni di forma cistica, i quali possono essere unici o multipli presenti nel cuoio capelluto delle persone anziane.

La quantità quotidiana consigliata come dose è di 2 o 4 mg. per ambo i sessi.



B8 = vitamina H o Biotina (antiseborroica)

È prodotta dal corpo, è presente nei vegetali.

Funzione biologica: è riscontrata la partecipazione nel metabolismo dei glicidi, dei protidi e dei grassi. Svolge un’azione protettrice della pelle e delle mucose. Agisce sull’accrescimento e sulla respirazione delle cellule.

La sua carenza: generalmente si evidenzia con la diminuzione del tasso dell’emoglobina; con manifestazioni di dermatosi e secchezze della pelle; con mancanza di forze, con alterazioni di ordine psichico, ecc.

La quantità consigliata al giorno come dose non è stata ancora accertata, però un’equilibrata dieta vegetariana addizionata con il lievito dietetico è più che sufficiente al fabbisogno organico.



B9 = Acido folico
Viene chiamata anche fattore V o vitamina M e Bc (antianemica)

È prodotta dal corpo, è presente nei vegetali.

Funzione biologica: con la sua presenza concorre al processo metabolico degli amminoacidi derivati da componenti proteici.

La sua carenza: concorre nei processi di anemia macrocitica ed evidenzia o squilibrio digestivo ed i frastorni gastroenterici.

La quantità quotidiana ritenuta utile come dose oscilla fra 0,1 e 1,0 mg. al giorno.



B12 = Cianocobalamina (antianemica)

È prodotta dal corpo ed è presente nei vegetali, nel lievito e nelle alghe.

Funzione biologica: partecipa alla produzione dei globuli rossi. Partecipa nel metabolismo di alcuni amminoacidi.

La sua carenza: produce un grande anemia accompagnata da frastorni alla vista, mal di testa; frastorni digestivi, frastorni psichici, ecc.

La quantità quotidiana ritenuta utile come dose oscilla all’incirca tra lo 0,05 e lo 0,8 mg. al giorno.



COLINA = è un idrossido di trimetiletanolammonio, il quale è una sostanza che viene prodotta anche dal corpo se questo si trova in piena normalità biofisiologica. È presente pure negli elementi vegetali soprattutto in combinazione con altre sostanze.

Funzione biologica: esercita importanti azioni nel metabolismo dei grassi e nel funzionamento del sistema nervoso.

La sua carenza: si ritiene che la sua carenza nell’organismo provochi l’infiltrazione dei grassi nei tessuti del fegato; come può provocare o dare origini ad emorragie renali.

La quantità ritenuta indispensabili al fabbisogno giornaliero non è stata ancora precisata.



C = Acido Ascorbico (alcalinante, antiscorbuto)
Non è prodotta dal corpo, è presente nei vegetali.

Funzione biologica: importantissima nei processi di ossidoriduzione, fluidifica il sangue, regolarizza il tasso del colesterolo, partecipa all’utilizzazione del ferro, antiemorragica. Attivatrice del sistema endocrino, in quanto agisce su tutte le ghiandole; antiseptica, rinforzante di tutti i vasi del sistema circolatorio del sangue e della linfa.

La sua carenza: determina emorragie dei capillari; mancanza di resistenza al lavoro ed alle fatiche sia fisiche che intellettuali; facilita la predisposizione agli stati influenzali, ai raffreddori, predispone l’organismo all’arteriosclerosi, alle artriti, al reumatismo, agli edemi; concorre nella decalcificazione delle ossa.

La quantità si può dire varia, il tutto è condizionato alle esigenze organiche, però in via di mantenimento, sono più che sufficienti 100 mg. al giorno.



C2 o vitamina P = Rutina, Citrina, Catechina (alcalinante, antiemorragica, antiscorbuto)
Non è prodotta dal corpo, è presente nei vegetali.

Funzione biologica: analoga a quella della vitamina C, la quale viene rafforzata e complementata dalla vitamina C2 le cui sostanze sono specifiche degli agrumi, dei pomodori, del peperone, del mirtillo ed anche del grano saraceno.

La sua carenza: determina le anomalie organiche già citate nella vitamina C.

La quantità di somministrazione come dose giornaliera non è stata accertata, però asserisco che, alla persona che osserva una dieta vegetariana equilibrata, basta il succo di due limoni, addizionato al succo di due arance o un pompelmo.


Nota: la biochimica ha stabilito quale vitamina resiste a lcalore o quale no e quale si ossida. Per chi non lo sa, devo dire che le vitamine non resistono oltre i 45° C e tutte le vitamine si ossidano. Ben inteso, mi riferisco ai prodotti naturali vivi tolti dal loro ambiente, ossia quelli che comperiamo in negozio. Ciò è presto detto: prendiamo un pesce vivo o un granchio o qualche animale vivo che si possa cuocere in una pentola normale, vedremo che prima che l’acqua di cottura abbia raggiunto il punto di ebollizione, l’animale è già morto. Ciò dicasi anche per i prodotti del mondo vegetale, anzi, questi non necessita sottoporli a cottura, basta lasciarli per qualche ora in acqua a temperatura ambiente perché il loro potenziale vitaminico venga dimezzato; dirò di più, un prodotto vegetale quale può essere l’ortaggio o il frutto freso, se lo utilizziamo 3 giorni dopo la sua raccolta, possiamo star certi che utilizzeremo da un 20 a un 30% in meno delle sue vitamine.
Per ciò che si riferisce all’ossidazione o resistenza all’aria, posso dire che su un pezzo di carne esposto a contatto dell’aria, dopo qualche ora sulla sulla superficie esposta, noteremo un colore ruggine, mentre sulla parte che aderisce al piano di appoggio, non si noterà alcun cambio cromatico, tutt’al più un imbianchimento del tessuto per il deflusso del sangue dalla zona di contatto per effetto della pressione statica esercitata dal suo peso.
Invece, per la frutta e gli ortaggi in genere, una volta tolta la buccia o la pellicina, bastano pochi minuti perché la superficie decorticata prenda tale colore, il che vuol dire ossidazione, pertanto mancata resistenza agli agenti atmosferici.
Il concetto biochimico è limitato alle radicali chimiche, ossia alla struttura espressa in atomi di carbonio, idrogeno, ossigeno, azoto addizionata da qualche componente minerale, però nella sua assertazione non considera l’esistenza delle sostanze infinitesimali organiche di vita, associate alle radicali che, purtroppo, non trovandosi più in condizione ambientale cessano di vivere.
Se poi l’indagine viene effettuata prelevando porzioni di bolo alimentare in fase di digestione metabolica, oppure di tessuti cellulari organici, propri di un organismo il cui apparato digerente non si trovi in pieno equilibrio termico, devo dire che i risultati e i valori di detta indagine non sono attendibili; il che è dimostrato dagli sconcertanti risultati della somministrazione di vitamine di sintesi, le quali non risolvono per nulla il processo patologico latente, bensì danno origine a nuove insorgenze che, a breve scadenza, al massimo nel giro di due o tre anni, degenerano in altri stati di
malattia.

Virchow disse: “la malattia del corpo è sempre malattia della cellula”.
E. Moleschott aggiunse: “la malattia della cellula insorge per la perdita di Sali minerali”.
1821 – 1898 Wilhelm Schlusser mette a punto la biochimica terapeutica della cellula, legando le due premesse. “Integrando la perdita dei Sali, si guarisce la cellula e con essa l’organismo umano”.
(Però aggiungo: solo assumendo cibo integrale di ordine vegetale al crudo si potrà raggiungere tale condizione).




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