martedì 16 settembre 2014

ORTO SINERGICO 2014 - SECONDA PARTE


Qualche luna addietro ci eravamo lasciati a questo punto.


In quello che chiameremo "il primo bancale lungo" (che non è propriamente rialzato, ma solo - o addirittura - arginato da assi di legno semi interrate nel suolo ) mettemmo a dimora:
inizialmente Fava d'Acquadolce, Cipolla Lunga di Firenze, Bietola Rossa, Carota Gialla Doubs, e successivamente Calendula (Pacific Beauty e Flashback Zeolight Triangle), Basilico (Tulasi) e i bramati Pomodori (Grappolo Abruzzese, Cuore di Bue Rosa, Cuore di Bue Giallo "Verna Orange", Ropreco).

Ecco come stavano tutte queste belle gioie, a qualche luna di distanza dalla messa a dimora.


I pagnocchetti bianchi tra i pomodori visibili in foto - che possono eventualmente sembrare batuffoli di cotone - sono dei sacchetti di tessuto-non-tessuto cuciti con della rafia che ho usato per preservare i fiori dalle rare (ma possibili) impollinazioni incrociate indesiderate, in modo da ottenere una piccola quantità di seme che è assolutamente puro.


Tuttavia questa tecnica richiede molte attenzioni energie e dedizione (per la fabbricazione autonoma dei sacchetti e il controllo semi-giornaliero dello stato dei fiori al loro interno, molti dei quali abortiscono o si spezzano sotto il "peso" del sacchetto) dunque ho lasciato la maggiorparte delle infiorescenze alle libere impollinazioni, senza paura di incappare in delle future sorprese genetiche, magari degli f1 naturali, inizio di nuovi ecotipi.

In fondo non è questo il concetto di "open impollination"?

C'è da dire che questo metodo di isolamento è reso possibile grazie al fatto che il pomodoro è una pianta auto-impollinante, ovvero che presenta nel medesimo fiore entrambi gli organi riproduttivi, maschile e femminile.
In questo modo, al minimo spostamento d'aria - che sia una leggera brezza mattutina o il volo di un ape che si avvicina al fiore - avviene l'autoimpollinazione.


Spostandoci ora nell'orto vero e proprio, sulla strada, andiamo a indagare quello che chiameremo "il secondo bancale lungo".
L'abbiamo fatto io e mio fratello fluws, armati di vanghe, cariola e soprattutto tanta santa pazienza.
Il risultato è un bel bancale rialzato che rispetta le misure consigliate da Emilia.


A sua volta, il secondo bancale lungo, ha ospitato i Ravanelli Rosa d'Oriente, la Bietola Rossa, le Carote Bianche Kuttingen, gli allora piccoli Girasoli Mammooth, altri Pomodori e più in là dei Finocchi Romaneschi, dei Cetrioli Long Green Alan, delle piante di Cayuga Lady Slipper, e qualche Kiwano.

Eccoli tutti belli in posa a qualche luna dalla messa a dimora.
(Da notare altri sacchetti di tnt, stavolta sui fiori di ravanello, quando ancora pensavo ingenuamente che fosse questo il metodo adatto di impollinazione controllata per le brassicaceae! Dopo pochi giorni dall'insacchettamento, i fiori hanno letteralmente sbrindellato gli involucri e hanno continuato a prosperare liberi).


Con l'inarrestabile e altresì godibile passare delle lune, i ravanelli hanno cominciato a fiorire cacciando una marea di fiori che si è prontamente trasformato in una distesa di silique, intente nella gestazione dei preziosi e appetitosi semini.
Le foglie dei ravanelli, assieme alle bietole, sono state pluri-raccolte e multi-ringraziate per i favolosi pasti che ci hanno regalato, capolavori di semplicità gastronomica e raffinatezza culinaria.
Mentre le carote s'incicciavano i girasoli hanno iniziato a fiorire, innescando una impercettibile e spudorata competizione amichevole prosperantibus con i vicini di orto, i topinambur (loro cugini) proprio al di là della rete di recinzione che offre sostegno a molte plants.

E pian pianino sono apparsi anche i cosiddetti "bancali corti" che ad oggi sono complessivamente 7, passati anche loro tutti per la cariola del buon fluws.

Dopo qualche altra luna, accedento all'orto, si iniziava a intravedere un orto!


I pomodori sono stati messi a dimora per ultimi, e in modo incostante e altalenante, dunque tutte le altre piante nel frattempo crescevano e si faceva sempre più fatica a sorvolarle per arrivare vicino alla rete e scavare la buca per accoglierle.

Risultato:
i primi 8-10 pomodori sono stati messi a dimora, e altrettante postazioni sono rimaste vuote!
Vogliamo trovare un lato positivo nel fatto di aver sprecato anche solo una decina di postazioni in un sudato bancale?

Troviamolo:
Quando a luglio sono arrivate le inizialmente simpatiche-successivamente insistenti-sicuramente impreviste piogge isteriche e obnubilanti, queste zone "vuote" sono diventati dei punti di ricambio d'aria, in cui albergava meno ristagno idrico e dunque meno malattia.


Primo Bancale Corto

Presenti all'appello:
Girasoli Mammooth (da seconda semina tardiva), Fagioli Neri rampicanti della Prof Maria Scarpone, Cetrioli Long Green Alan, Spinaci Butterfly, Spinaci Strawberry (chenopodium capitatum), Insalata da Taglio dei Prati, Rucola Selvatica, qualche altro Kiwano e dei Broccoli (Cavoli?) Romaneschi (quelli a forma frattalica geometrica aurea scultorea meravigliosa).


Ma il cavolo non è una pianta che viene coltivata in autunno?
E allora perché l'abbiamo piantata a primavera?
Per di più togliendo spazio ad altre colture tipicamente estive?!

Probabilmente per la bramosia di veder formarsi il frattale floreale.

Comunque vedemmo solo, o addirittura, tutte le belle piantine crescere sane e forti, intente a ospitare pacificamente una moltitudine di insetti biodifferenti.


Il Secondo Bancale Corto

In cui soggiornano altre Insalate, altri Cavoli/Broccoli Frattalici, Meloni Esperanza de Oro, Benincasa Seven Star, Soya Agata, e qualche timido Ravanelluccio dei Prati, intento a fiorire.


E' ben visibile come - con il passare del tempo - diminuisce lo spazio nei bancali che permetteva i ricambi d'aria, in proporzione alla crescita delle piante in piena fioritura (tranne i Cavoli che non fioriscono e aspettano fedelmente l'autunno).


Ed ora vi presento Cico, il girasole più alto del rione, 3 metri e 50 nella fase di massima fioritura.
E' qui rappresentato mentre guarda in camera, accanto ai suoi amichetti ( a partire da sinistra ) vite, topinamburs, altro girasole, acero.


In mancanza di soddisfacenti e descrittive foto del terzo bancale corto, passiamo al Quarto Bancale Corto.

Ospita:
Zucchine Gialle Croockneck, Mais Quarantino Pignoletto, Qualche Fagiolo Nano Rosso Kidney (proveniente da agricoltura biologica alimentare ), Zucchina Toubermougtz du Maroc, Zucca Sibley, Cocomerino di Bagnacavallo, Calendula, Melanzana Violetta di Firenze e qualche Cipollina appena nata.



Notare la consociazione di zucchina - mais - fagiolo, meglio nota come Le Tre Sorelle, metodo consociativo già usato in antichità, usando però il fagiolo rampicante che da sostegno al mais "sostenendovicisi" a sua volta.
Le Zucchine, come il mais, traggono azoto dai fagioli, e inoltre pacciamano naturalmente il suolo con il loro fare strisciante.

E' indescrivibile la saltuaria tentazione repressa di tuffarmi in mezzo a tutto quel verde come un anatroccolo.


Quello che era partito come un esperimento a fondo perduto -

improvvisato tra l'indecisione di finire la scuola per diplomarmi rinunciando all'orto, o abbandonare gli studi e darci dentro con l'orto per non perdere tempo e iniziare subito a lavorare per la mia missione:
vivere in pace e salvare i semi

- è ben presto diventata un'entelechia, una creatura che prendeva vita e ... l'avevo fatta nascere io ! (facendo da assistente alla natura) ... dunque non potevo più e non volevo girarmi dall'altra parte.


Una Grande Lezione che mi ha dato la Natura è stata quella di farmi capire che posso veramente sentirmi libero di sperimentare tutta la fiducia che mi riesce, abbandonando ogni senso di apprensione, paura, responsabilità opprimente di chi è costretto a stare tutto il giorno ad agitare le mani nel fiume poichè convinto di essere lui a mandare avanti il fiume. 
In relazione al modo in cui vanno le cose nell'orto e nella vita ho capito che tutto ciò che devo fare è il possibile dell'indispensabile.
A tutto il resto ci pensa la Natura.

Come ad esempio con gli afidi.
Quest'anno, alla loro comparsa, ho deciso di non armarmi di spruzzino e macerati, bensì ho scelto di "non fare" e rimanere a guardare, dando spazio al miracolo, all'epiphania, alla manifestazione di quel meccanismo di auto regolazione che può esprimersi soltanto se non gli faccio violenza.


Ecco che dopo un primo periodo di attacco afidoso, alcune piante hanno accusato il colpo, ma è come se avessero innescato una tattica di difesa, un segnale, a me impercettibile a livello sensoriale, ma tangibile nella conseguenza causa-effetto:

Ad un certo punto sono arrivate le coccinelle e hanno ripulito in gran parte l'orto dagli afidi, contenendo la minaccia, arrivando anche a neutralizzarla come ad esempio sui carciofi e girasoli (in cui era facile trovare coccinelle tra le foglie e annidate negli anfratti del capolino).


Ed ecco - a destra - una giovane zucchina con il fiore tenuto chiuso da una molletta e - a sinistra - una zucchina bella formata, proveniente da impollinazione libera.

La molletta serve per l'impollinazione manuale dei frutti (l'equivalente delle cucurbitaceae di ciò che si fa coi sacchetti per le auto-impollinanti) che spiego brevemente:

Si tengono chiusi i fiori maschio e i fiori femmina, selezionati la sera quando sono vicini a sbocciare ma ancora intatti, in modo da raccogliere il polline del maschio e da preservare il fiore femmina dalle impollinazioni.
Al mattino si usano i fiori maschio per impollinare i fiori femmina, che vengono prontamente richiusi dopo l'impollinazione manuale.


E' consigliabile, anzi obbligabile, usare quanti più fiori maschio, provenienti da quanti più differenti esemplari della medesima varietà.
Inoltre, se ad esempio ho 10 piante di zucchina e voglio impollinare le zucchine della numero 1, devo usare i fiori maschio delle altre 9, ma non della 1, per evitare che la genetica si impoverisca o che capitino dei danni come accadrebbe dall'accoppiamento di due parenti consanguinei.


Nel pieno del mio ottimismo, celebrando frasi del tipo:
"ma guarda te quanti bei fiori che fanno ste zucchine tonde di nizza! vala' che se raccolgo questa qui bella grandicella non farò altro che aiutare la pianta a produrne tante altre (oltre che a riempirmi lo stomaco)!"
Ed avvenne il fatale disastro.


Ma ero innocente, ignaro, non potevo sapere che sarebbero arrivate le piogge in piena estate e che avrebbero portato così tante malattie e danni, tra cui così tanta umidità da far marcire le giovani zucchine ancor prima di iniziare a maturarsi.

Come potevo immaginare che questi sarebbero stati gli unici semi che avrei raccolto della Zucchina Tonda di Nizza????


Ancora inconsapevole e fiducioso, ci mangiai su.


Prendendoci gusto.



Sguazzando tra le gioie dell'orto, che mi porta a vedere ogni volta come si manifesta la generosità,
l'abbondanza,
la Ricchezza,
la Prosperità.


Lo capiamo che nel nostro paese la ricchezza è concepita in base al PIL?

Prendiamo l'esempio di una casa mal isolata.
Consumerà del calore in eccesso e questo spreco farà crescere il PIL dando l'impressione che l'economia vada bene.

Invece se io mi faccio un orto e mangio quello che coltivo non do soldi a nessuno, non producendo PIL.

Se tutti puntassero all'autosussistenza si darebbe l'impressione di un'economia al ribasso, però tutti godremmo della ricchezza vera, quella della natura, dei sapori, del nutrimento, delle tradizioni.


L'uomo ha creato un mondo basato sul denaro, ottenendo la povertà.
La natura non ha denaro, però ha la ricchezza.

Tu cosa scegli?
Io rinuncerei al denaro, ma non a questa ricchezza!


E' ora, una doverosa una carrellata celebrativa dei pomodori raccolti, presentando sommariamente ogni singola varietà.

Grappolo Abruzzese

Semente avuta in regalo dai ragazzi della Radisa.
Mi dicevano che questa è una varietà autoctona di "ciliegino" che si è selezionata naturalmente in abruzzo.
Vengono tradizionalmente raccolti i grappoli e poi - quelli che non si mangiano freschi - vengono appesi ad essiccare, per la conservazione invernale di pomodorini secchi.


Ropreco

Semente comprata su Kokopelli.

"Antichissima varietà Italiana, come S.Marzano ma prima"


Ho capito fin da subito che queste piante erano speciali.
Nel periodo degli attacchi delle limacce furono le prime ad essere consumate fino al gambo, quando ancora erano tenere piantine appena messe a dimora.
"Se piacciono così tanto alle lumache al punto che si fiondano solo su di loro snobbicchiando le altre varietà, devono essere davvero buoni!" - mi dicevo.
Effettivamente hanno un grado zuccherino mai sentito prima.
Un sapore delicato e dolce, unico e indescrivibile.
La presenza di semi annidati e compatti al centro del frutto ne permette una facile pulizia.
Questi pomodori si prestano molto bene anche per essere impanati e fatti in gratè.


Cuore di Bue Rosa

Semi avuti in regalo dalla Professoressa Maria Scarpone.
coltivati l'anno scorso precariamente, mi ritrovai una pianta in vaso con 2 pomodori che maturavano nel tardo novembre.
Salvati i semi di questi due pomi, li ho prontamente riseminati in primavera con molta curiosità!

Essendo la semente di pomodoro che avevo in quantità maggiore, rispetto ai 25 semi x bustina delle altre varietà, furono i pomodori "esca".


Furono i primi ad essere messi a dimora per vedere se c'era il rischio di attacchi di animali, dunque furono i primi a svilupparsi (dato che le lumache si tracannavano i ropreco ) e fruttificarono generosamente e anche molto presto.

Dalla polpa carnosa e dolce, ricca di sacche piene di bei semoni!
Dopo aver assaggiato questi (i primi quest'anno) non sono più riuscito a mangiare i pomodori del supermarket.
Neanche quelli degli orti che coltivano pomodori ibridi.

Autoctono is Better.


Verna Orange

Semente comprata su Kokopelli.
Antichissima varietà di Cuore di Bue proveniente dall'India.


Un nastro di rafia ci ricorda che questo pomodoro proviene da impollinazione protetta, cioè dal sacchetto di tessuto-non-tessuto.
Dunque bisogna catalogare questi semi come "puri 100%" impacchettandoli a parte, separati dagli altri semi "open impollinated"


La prima volta che mi sono fiondato ad aprirne uno, non ci potevo credere.

Ero abituato a quei pomodori tondi del supermercato che, una volta aperti, grondano giù una cascata di semi acidi e ti rimane in mano un po' di buccia a forma di pomodoro sguegnito.

Non ero pronto a una cosa del genere.


Generosità alla massima potenza. Una polpa abbondante e deliziosa, dal sapore nitidamente diverso dai pomodori rossi e rosa.
La gamma arancione ha un Qid in più, ed è già entrata nelle nostre grazie.


Le sezioni verticali e orizzontali mostrano il volume della polpa in relazione alla quantità di semi.


Sono i semi di pomodori raccolti in quantità minore (essendoci una decina di semi in media per frutto), ma sicuramente saranno quelli che prediligeremo nelle prossime lune primaverili.
Ovviamente senza dimenticare le già elencate e molte altre nuove varietà da salvare e custodire!


E' facile e felice perdersi in tutta quella polpa



Continua

9 commenti:

spitz ha detto...

Orto bellissimo, pieno di vita e di meraviglie.. e tutti quei pomodori!!! belle foto soprattutto quella dell'ibisco ;)

Axel ha detto...

Grazie davvero spitz!
Sono molto contento che ti sia piaciuto =)
dovresti vedere com'è bella la ragazza che ci ha regalato quella pianta di ibisco!

spitz ha detto...

Tranquillo!! la vedo tutti i giorni riflessa nello specchio xD

paolo ha detto...

e' fantastico , vorrei io che il mio orto fosse cosi'
non sono cosi' bravo, ho 220 mq ma raccolgo come se fossero 2,2

Axel ha detto...

Ciao Paolo
perdonami se ti rispondo solo ora, ma esattamente il 22 settembre sono partito in viaggio e sono tornato oggi!
ti ringrazio di cuore per il tuo apprezzamento,
apprezzo molto anche la tua voglia di "far meglio"!
Nelle mie parole vorrei che non ci finisse in nessun modo il tono di chi crede di sapere qualcosa, ma voglio solo dirti una cosa che ho capito profondamente:
nell'orto, come nella vita, non è tanto un discorso quantitativo, ma qualitativo.
alla fine cosa cambia se raccogliamo 100 pomodori o 10? quello che davvero mi cambia è quanto apprezzo anche solo quel singolo pomodoro, quanto apprezzo il poter assistere al manifestarsi di questa entelechia, di questo miracolo che si esprime così spudoratamente sotto ai miei occhi, e io non devo far altro che star li a guardare e a bearmi.

" il fattore più importante non è la tecnica, ma piuttosto lo stato d'animo di chi coltiva [...] c'è un'antica canzone giapponese che dice 'stiamo bene perchè la luna è tonda, così è per noi'. è questo il senso più importante, lo spirito di vita, l'essere come fanciulli, l'agricoltura allora viene da sè"

cit. Masanobu Fukuoka - One Straw Revolution (La Rivoluzione del Filo di Paglia - Introduzione all'Agricoltura Naturale)

A presto Paolo,
un saluto con sinergia :D

paolo ha detto...

Ciao Axel
Hai fatto una bella vacanza...
Nel frattempo ho finito di raccogliere i pochi pomodori che le piogge alluvionali mi hanno risparmiato, ne avrei potuti cogliere di piu' trattando contro le muffe ma sono contento cosi'.
Le zucchine hanno prodotto fino alla seconda meta' di ottobre, le zucche hanno dato soddisfazioni inaspettate, i peperoni e le melanzane sono stati presenti ma, soprattutto i peperoni, non sono riusciti a maturare completamente.
Sto raccogliendo gli ultimi ora che le piante si stanno seccando.
Ho trapiantato e seminato cavoli, broccoli, cime di rapa, bietole, speriamo bene.
Quando, a inizio ottobre, ho finito di raccogliere le patate che avevo interrato, ho cominciato a preparare il letto di paglia su cui le adagero' l'anno prossimo, ricoperte da altra paglia dovrebbero fruttificare in maniera piu' sostenibile dalla mia povera schiena, in modo da poterle raccogliere senza dover scavare come una talpa.
Gli ulivi stanno crescendo con una lentezza esasperante, sono praticamente identici a quando li ho messi a dimora due anni fa...
Nei prossimi giorni sostituiro' i peschi che hanno dimostrato troppa sensibilita' alle malattie, sono praticamente seccati senza produrre niente e io non ho intenzione di trattare chimicamente, in nessun caso.
Ho trovato varieta' antiche, tipo le pesche delle vigne, che non necessitano di trattamenti.
Gli altri frutti non li ho comunque mangiati perche' a marzo, quando erano appena spuntati, una grandinata mi ha distrutto il 100% della frutta.
Gia' queswt' anno e' andata meglio dello scorso, forse il prossimo anno riusciro' ad evitare altri errori e avere un orto decente, peccato non aver fatto questo passo 15/20 anni fa quando ero piu' in forze.

geppe ha detto...

Ciao Alex, complimenti per il blog.
Ho letto un tuo commneto sul blog degli amici dell'orto e sono curioso di sapere qualche informazione sulle zucchine gialle antiche croockneck. La pianta cresce rigogliosa o resta piccola, produce molti zucchini, sono buoni?
grazie
Ciao
Giuseppe

Axel ha detto...

Ciao Giuseppe! Ti ringrazio molto per essere venuto qui e per i tuoi complimenti!
Le piante di crookneck crescono rapidamente, fanno una fitta e folta vegetazione che emana un odore molto caratteristico, punge nelle foglie e nei fusti, ma non morde ;)
a me han prodotto inizialmente tanti fiori maschi e femmine, che ho cercato di impollinare manualmente. qualche frutto ha attecchito, altri hanno abortito. da li in poi, con l'arrivo delle piogge alluvionali, è stato un gran tripudio di fiori maschio, e così ho visto solo quelle poche zucchine andare a pseudo-maturazione per raccoglierne i semi, che sono rimasti abbastanza magri ma li riseminerò prontamente con l'arrivo bramato di una futura bella stagione :D
il sapore è molto buono, particolare, con una personalità e una tridimensionalità di sentori e profumi che vanno oltre al semplice gusto, sfociando nel nutrizionale!

ti do anche il link alla pagina ufficiale su wikipedia della zucchina crookneck, anche conosciuta come yellow summer squash!

http://en.wikipedia.org/wiki/Yellow_crookneck_squash

Claudia ha detto...

Ciao! Cercavo notizie sul pomodoro Verna orange, per capire se fosse il caso e quanti seminarne, e visto come lo lodi ho deciso che sì, lo merita!
Orto stupendo, complimenti.